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Siria: crocevia di civiltà
Partita di pallone a Palmyra, sotto il Tetrapylon, che segnava l'incrocio delle due vie principali. Le rovine della città risalgono al II secolo d.C. I propilei di Palmyra nel deserto e il castello dei Crociati verso il mare. Il teatro romano di Bosra e il santuario di San Simeone. La capitale Damasco e la bianca Aleppo, eterna rivale. Ogni pietra sta a ricordare quanto l'apertura e il dialogo siano radicati nella storia del Paese. Che negli ultimi venti secoli fu terra di conquista per trentatré civiltà. Le loro tracce si sono sovrapposte, non cancellate. Scrivo da un Paese affacciato sul Mediterraneo che ha il tricolore per bandiera e la lira per moneta, dove certe città danno l'impressione di avere più chiese che abitanti, e l'olio d'oliva che vi si produce è forte e puro. Un Paese che ha dato al mondo santi, pontefici (sei, per essere precisi) e poeti, che è stato la culla del Cristianesimo, che negli ultimi venti secoli fu terra di conquista per trentatré civiltà e oggi è governato da un uomo forte, con un'altissima opinione di sé, che buona parte dei giornali sembra riluttante a criticare. Un Paese dove la capitale, nel sud, è costantemente ai ferri corti con la principale città del nord, che l'accusa di essere ladrona e soffocata dalla burocrazia; dove i cristiani guardano con sospetto i musulmani, rei di aver usurpato le loro terre ancestrali; ma dove, dopotutto, il calcio conta e unisce più della religione, della politica e della bandiera. Il Paese è la Siria, e più che un Paese appare a chi lo visita come un enigma sociale e geografico, in un Medio Oriente di giorno in giorno più inasprito, afflitto dall'integralismo religioso e convinto di poter risolvere le proprie lacerazioni interne con la chiusura delle porte, le leggi marziali e la costruzione dei muri. L'enigma, espresso in forma matematica, è il seguente: data una popolazione di 18 milioni di abitanti - appartenenti a cinque gruppi etnici diversi e suddivisi tra musulmani sunniti, sciiti, alawiti e di altre confessioni minori per un totale dell'88 per cento, più cattolici, ortodossi, maroniti, protestanti, drusi, caldei, armeni e curdi per il restante 12 per cento - come tenerla unita sotto la stessa bandiera? Ovvero: se siete al centro di un campo minato con una provetta di nitroglicerina sulla testa, quale passo di danza scegliete per arrivare vivi dall'altra parte? La soluzione, l'unica che la storia abbia decretato valida finora nella regione, è semplice: il secolarismo estremo applicato con precisione chirurgica, la quale, per definizione, non si cura del sangue che scorre. In Siria, come nel defunto Iraq, esso risponde al nome di Baath, il partito di matrice socialista fondato negli anni Quaranta da un insegnante cristiano con l'intento di riunire il mondo arabo sotto una guida laica, progressista, opportunamente dittatoriale e nemica giurata dei fanatismi, degl'integralismi e delle ultraortodossie religiose. Oggi che il Baath capitanato da Saddam Hussein è un ricordo offuscato dalla conquista della democrazia e dalle esplosioni delle autobombe, a portare avanti quella vetusta ma efficace ideologia è rimasta solo la Siria di Bashar el-Assad, successore quarantenne del padre Hafez e ritrovatosi suo malgrado alla guida del Paese, lui che aveva programmato una grigia carriera di oftalmologo, a seguito della morte prematura del fratello primogenito Basil, il vero erede al trono. DA NON PERDERE Damasco, il centro abitato più antico del mondo. Nella città vecchia sorgono la Moschea degli Omayyadi (con i magnifici mosaici nel cortile e la tomba di Saladino), sorta su un tempio di Giove, il grandioso Suq al-Hamidyya e il Palazzo Azem. Da visitare anche il ricco Museo Nazionale. Nei dintorni, 60 km a nord, Maalula, suggestivo villaggio cristiano di montagna.Aleppo, sin dall'antichità centro cruciale degli scambi tra Oriente e Occidente, dominata dall'imponente cittadella di origine seleucide. Ai suoi piedi si aprono i suq medievali, vasti e fornitissimi, e la grande moschea.A Qala'at Saman, 60 km a nordest di Aleppo, si incontrano le rovine del santuario paleocristiano di San Simeone lo Stilita. Ad Hama, sul fiume Oronte, le antiche norie, ruote idrauliche di epoca ayyubide. A una cinquantina di chilometri sorge Apamea, città greco-romana il cui fascino è secondo solo a Palmyra. Homs è punto di partenza per due mete imperdibili. Palmyra, 150 km a est, sorge dal deserto improvvisa come un miraggio. Le grandiose rovine testimoniano della grandezza del regno di Zenobia (III sec. d.C.). Il Crac des Chevaliers, 65 km a ovest, è il più imponente e ben conservato castello dei Crociati. Lattakia, principale porto siriano e città natale della famiglia Assad. Lungo il mare, 16 km a nord, sorge Ugarit, che raggiunse l'apogeo nel XVI sec. a.C. Qui fu inventato il primo alfabeto di 30 simboli, che rappresentano ciascuno un suono.Bosra: una fortezza araba racchiude il magnifico teatro romano (inizio II sec. d.C.), in blocchi di basalto nero. Superata Deir ez-Zohr, lungo il corso dell'Eufrate e quasi al confine con l'Iraq, chi ama l'archeologia incontrerà i siti più famosi: Dura Europos, città fortificata ellenistico-romana, e Mari, importante città mesopotamica di 5000 anni fa. E traghettare l'Islam verso Occidente significa soprattutto, per i moderni e talvolta semplicistici standard di discriminazione fra il bene e il male, farlo risultare in grado di convivere in armonia con una minigonna, un whisky con ghiaccio e le confessioni religiose diverse da quella musulmana: cosa che in Siria avviene da sempre e, riguardo al whisky e alle minigonne, con naturalezza molto maggiore di quanta siano in grado di sfoggiarne certi Stati americani. «La Siria è un Paese islamico, e crediamo che sia stato l'Islam a darci l'unità e l'indipendenza» mi ha detto Muhammad Habash, presidente del Centro studi islamici di Damasco e deputato indipendente in parlamento, «tuttavia l'apertura e il dialogo con le altre religioni è talmente radicata nella nostra storia che si può dire faccia ormai parte del codice genetico dei siriani. E ciò non dipende dalla politica secolare del Baath: è lo stesso Corano che per quattordici volte ripete: noi - intende Allah - ti abbiamo mandato a confermare ciò che venne prima di te. In fondo, la prova che l'Islam abbia sempre creduto di avere radici comuni con il Cristianesimo, almeno in Siria, sta nelle tante chiese che sono in piedi da secoli intatte nella città vecchia: vada a visitarle e capirà». DOVE DORMIRE Due sontuosi hotel, uno nel cuore di Damasco e l'altro affacciato sul Mediterraneo, a Lattakia. Entrambi fanno parte della catena Meridien (www.lemeridien.com), e offrono camere dotate di tutti i comfort. I prezzi, che variano a seconda della stagione, si aggirano attorno ai 180 euro. Sempre comfort a cinque stelle per i Cham Hotels, sparsi per il Paese. Ce ne sono a Damasco, Bosra, Palmyra, Deir ez-Zohr, al Crac des Chevaliers, Hama e Aleppo. Per citarne uno su tutti, il Cham Palace di Damasco, dalla splendida hall che sembra il patio della residenza di un califfo. Dovunque le camere sfoggiano un fascino mediorientale; i prezzi partono da 80 euro per la doppia a notte. DOVE MANGIARE Un pranzo siriano inizia con una gran varietà di mezzeh (antipasti), che vanno dalla baba ghanough (purea di melanzane) ai borek (triangoli di pasta sfoglia ripieni di formaggio bianco e spinaci), dal tabouleh (insalata di grano spezzato, prezzemolo e pomodori) al mashi (misto di verdure cotte al forno). Fino ai kebbeh (piccoli pasticci fritti di carne e grano spezzato, che si chiama bulgur). Si prosegue poi con i piatti di carne, i più noti sono kebab e kofta, per finire con dessert dolcissimi, tutti miele e sciroppi. Qui di seguito alcuni ristoranti dove assaggiare queste specialità. A Damasco, atmosfera di classe da Elissar (Bab Touma, tel. 5424300), vicino all'hammam al-Bakri. Per molti è il miglior ristorante della città e offre cucina tipica siriana servita ai tavoli nel cortile e sulle terrazze di un'antica casa. Ad Aleppo, in una dimora araba del XVI secolo, Sissi House (Jedeideh Square, www.sissihouse.com) offre, tra broccati e cristalli, una gran varietà di kebbeh e insalate. Si spendono da 10 euro. Nel Bazar al-Sharq (sharia al-Mutanabi, tel. 2249120), ampio ambiente arredato come un suq, si servono squisite specialità, come la zuppa di lenticchie alla toshka (carne armena arrostita e panini al formaggio. Era quel che avevo fatto nei giorni precedenti, e non solo nei vicoli tortuosi della Damasco medievale, ma nelle bianche vie di Aleppo, fra i propilei di Palmyra spazzati dal vento del deserto, nella stretta valle di Maarmousa coperta di neve, sulla collina del Crac des Chevaliers, dove i Crociati avevano eretto, nel 1150, un mastio spettacolare che troneggiava sul Paese come un incubo di sasso nero, e ovunque avevo trovato le tracce di antichi eserciti che in nome del proprio dio avevano versato sangue umano, ma non si erano spinti ad abbattere le pietre che le loro vittime avevano posate una sull'altra. C'erano le sure del Corano scolpite sulle pareti di edifici che erano stati cristiani, e mihrab che indicavano la direzione della Mecca là dove un tempo sorgevano gli altari, e minareti trapiantati sulle strutture secolari delle chiese. Ma le chiese erano ancora lì, solide e spoglie e solenni, spalla a spalla con un colonnato romano o con una moschea abbaside, o tre metri sotto il traffico dell'ora di punta. E ve n'erano alcune, nella capitale dove San Paolo aveva ricevuto il battesimo intorno al 40, fra le cui mura umide si erano celebrate le prime messe dell'era cristiana, e sui cui altari di marmo annerito dai secoli e dal sangue si erano compiuti sacrifici animali fino al giorno del 325 in cui il concilio di Nicea non ne decretò l'illegalità. E gli altari e le mura e le pietre erano sopravvissute alla conquista dell'Islam, alle campagne di colonizzazione degli omayyadi, degli abbasidi, dei fatimidi, dei mamelucchi e dei mongoli e all'idea primigenia del Cristianesimo stesso espressa dalle semplici parole del kèrygma e ormai perduta nello sfarzo delle cattedrali moderne. A Maaloula, dove la popolazione parlava ancora l'aramaico, nel convento che custodiva le spoglie di San Sergio martire avevo ascoltato un frate declamare il padre nostro nella lingua di Cristo. Sulle colline fuori Aleppo, in un gelido giorno di pioggia che dava alle imponenti rovine della cattedrale bizantina i toni e la lucentezza dell'onice, avevo toccato la base della colonna in cima alla quale San Simeone lo stilita aveva trascorso gli ultimi 36 anni della sua esistenza, e avevo provato, credo senza successo, a immaginarne le sofferenze. E a Bosra, nel proscenio del teatro romano, mi avevano mostrato il luogo in cui Cristianesimo e Islam si erano incontrati prima ancora che i canoni di quest'ultimo fossero rivelati all'uomo: qui, verso la fine del VI secolo, un monaco nestoriano aveva conversato con un adolescente che viaggiava in Siria accompagnato dallo zio, e dopo avergli illustrato i dogmi cristiani gli aveva predetto che sarebbe stato l'ultimo profeta. Il nome di quel ragazzo era Maometto, figlio di Abdullah, figlio di Abdul Muttalib, della tribù di Qureysh, nato alla Mecca nel 570 e morto a Medina nel 632. E alla fine mi era parso di vedere, in Siria, quanto di più vicino si potesse trovare, nel mondo arabo del terzo millennio, all'età d'oro di Cordoba e Granada, dove gli omayyadi, in pieno Medioevo europeo, avevano scritto le pagine più illuminate della storia dell'Islam. NOTIZIE GENERALI Differenza oraria Un'ora in più rispetto all'Italia. Documenti Passaporto con visto: si può richiedere all'Ambasciata siriana a Roma (tel. 06.674980), costa 17 euro. Lingua Ufficiale L'arabo ma, a seconda delle zone, si parla anche il curdo, l'armeno, il turco e l'aramaico. Diffusi l'inglese e il francese. Moneta La lira: un euro vale 67 lire circa. Come telefonare Dall'Italia alla Siria: 00963. Dalla Siria all'Italia: 0039. Indirizzi utili Ufficio Commerciale Siriano a Milano: syr-tradedesk@mi.camcom.it. Ministero del Turismo: www.syriatourism.org IL VIAGGIO Il volo Syrianair (tel. 02.67730240-06.4200971) vola due volte alla settimana a Damasco da Roma (lunedì e venerdì) e da Milano (domenica e giovedì). Tariffe a/r da 265 euro. Viaggio organizzato Tra quanti propongono viaggi in Siria: Best Tours, Kel 12, Mistral, Porta d’Oriente, Il Tucano, Turisanda, Viaggi dell'Elefante. La proposta Tappe principali: Damasco, Hama, Aleppo, Deir ez-Zohr e Palmyra. Con Best Tours (www.besttours.it), il giro completo del Paese in nove giorni costa da 1205 euro a persona. La quota comprende il volo a/r dall'Italia, 8 pernottamenti in hotel 5 stelle, la pensione completa, il tour con guida in italiano. Non che la Siria sia l'idilliaca incarnazione delle idee utopistiche della Città del Sole, dove le genti di ogni confessione marciano su un tappeto di fiori tenendosi sottobraccio e cantando l'inno nazionale. «A un sunnita non passerebbe mai per la testa di sposare una sciita, né a un cattolico di cercarsi la fidanzata nella comunità ortodossa» mi ha detto un diplomatico italiano residente a Damasco da tre anni. Dopotutto, non c'è società al mondo che sia riuscita a realizzare con successo il modello multietnico e multiconfessionale: ogni città, indipendentemente dalla latitudine, ha i suoi ghetti, le sue Chinatown, i quartieri neri e le Little Italy. Il fatto è che qui nessuno sembra vivere la propria fede con l'enfasi guerresca di un Mullah Omar o della tifoseria sfegatata dell'ultima squadra di calcio della provincia italiana. Il ruolo della religione è ridotto all'essenziale, ovvero all'intima consolazione dell'anima: di ogni suo sconfinamento nel territorio sacro del potere temporale si è sempre preso cura il partito Baath. @ IN RETE www.syriatourism.org Il Ministero del turismo dà informazioni sul Paese e la sua storia, notizie utili per organizzare il viaggio in autonomia, ma soprattutto una guida accurata di Damasco e delle diverse regioni della Siria. Indirizzi, numeri di telefono, siti Internet degli hotel sono raccolti in un comodo database. www.syriamuseum.com I reperti archeologici provenienti dalla Siria costituiscono un patrimonio di inestimabile valore e sono sparsi per i musei di tutto il mondo. Ecco una panoramica, ricca di foto, su questa immensa ricchezza. Quattro i criteri di consultazione: i siti di provenienza dei reperti, i musei dove sono conservati, i materiali di cui sono fatti, il contesto di utilizzo (la caccia, la guerra, i riti funebri). Interessantissimo. www.syriaonline.com www.cafe-syria.com www.syriagate.com Per chi è a caccia di informazioni su Damasco, Aleppo, Homs, Palmyra, Tartus, Lattakia... Tre portali che, oltre a una breve guida del Paese, contengono vari articoli e molti link a siti siriani. www.damascus-online.com Dedicato alla cultura, con pagine di storia, poesia, proverbi. Un ricco album fotografico vi permetterà di ammirare le principali mete turistiche della Siria, mentre nella sezione musicale potrete ascoltare brani di noti artisti. di Sergio Ramazzotti-Panorama Travel
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