Siria: Magie d'Oriente


Dove comincia l'Oriente c'è la Siria, con i suoi suq tradizionali, le moschee, i palazzi e gli hamman. E da Damasco ad Alecco, la fiaba continua.Damasco tra suq e moschee Damasco, notti speziate Tra falafel e mezzeh Un paese che può essere paragonato a un libro illustrato: questa è la Siria. Un dipinto vivente che illustra una storia antichissima, tra vestigia del passato disseminate per tutta la "Via della Seta", castelli-fortezza, moschee e palazzi. La sua capitale, Damasco, è una delle più antiche città al mondo. Qui comincia l'Oriente, ai piedi dell'oasi di Gutah, con i suoi riti e le sua tradizioni. A cominciare dai suq, mercati antichi e moderni – c'è quello dei sarti, delle spezie, della seta – , proseguendo con le madrasa(scuole coraniche), le moschee, le cittadelle, gli hamman e le litanie del muezzin. Certo la Siria non è solo questo e, accanto alle città vecchie dei centri abitati, sorgono i quartieri residenziali, gli hotel sagomati con tutte le linee della modernità che avanza, i locali alla moda, punto di incontro tra Oriente ed Occidente.
La Siria è certo il fascino del deserto che emana dalle città-oasi come Palmira, uno dei più bei siti archeologici d'Oriente, nonché una delle mete turistiche più frequentate del paese. O come la Aleppo, città-gioiello a Nord del paese, con i suoi tre suq che si estendono attraverso 12 chilometri complessivi.Il Crac des Chevaliers è invece il più famoso di tutti i castelli-fortezza del Medioevo e si erge come una gigantografia di pietra in cima a un cratere vulcanico, dominando dall'alto la Valle del Bekaa, Homs e le montagne di Lattakia. La sua ingegnosa magnificenza, che sorge proprio nell'unico punto in cui si interrompe la catena montuosa che va dalla Turchia al Libano (il Passo di Homs), è un po' metafora della grande civiltà di cui la Siria è la culla.
Raggiungibile in autobus da Damasco, Aleppo e Homs è Hama, un'altra città siriana da visitare con grande disponibilità a lasciarsi stupire. L'Oronte, un lungo fiume cinto da alberi, percorre sonoramente la città, lasciando passare le sua acque attraverso le norie, vecchie ruote a suo tempo costruite per distribuire equamente l'acqua. Ad Hama si può vedere la sontuosità del Museo del Palazzo Azem, o la Cittadella Al-Madik ma si consiglia di respirare l'atmosfera orientale fumando narghilè ai tavoli di un bar lungo la rive del fiume.
Damasco tra suq e moschee
La capitale siriana sorge sull'oasi di Gutah ed è un concentrato di colori e profumi d'Oriente da scoprire tra moschee, suq, palazzi e musei.
SUQ
Famosa per i suoi suq tradizionali ? in Siria ce ne sono di due tipi, quelli antichi e quelli moderni ? Damasco si assapora sulla via Recta tra i banchi di Al Hamidiyeh e Madhat Pacha, si veste dei colori della seta ad Al Harir, laboriosa con le abili mani dei sarti ad Al Khayatine, dove si trova la grande ?madrasa? Al Nouriya, stordisce con gli odori delle spezie a Bzuriyeh, riluce con gli splendori delle botteghe degli orefici ad Al Sagha dove si trova il Bismaristan An-Nuri, il Museo della medicina e delle scienze arabe. La più antica capitale del mondo tesse la sua storia di seimila anni con fili d'oro e d'argento ricamati su tessuti pregiati, come il broccato, il damasco, l'Aghabani o le Abaya (mantelle), lasciando l'impronta inconfondibile in quei motivi geometrici e arabeschi che decorano la città tutta. All'ombra della sua fertile Ghuta irrigata dal Barada, la bella città siriana si vezza dei soprannomi che di volta in volta poeti e viaggiatori le hanno attribuito: la Profumata (Al Fayha), ad esempio, o grano di bellezza (Al Sham). E si gloria di filosofi che qui hanno mischiato le loro sorti a quelle di architetti che lasciarono le loro impronte di genio sull'Impero romano, come Apollodoro il Damasceno, artefice del primo ponte sul Danubio e della famosa colonna Traiana a Roma. Infine, si lascia contemplare racchiusa nelle sue antiche mura, tra moschee, templi e ?madrasa? (le Scuole coraniche).
MOSCHEE E PALAZZI
Nel cuore di quel condensato di fascino arabeggiante che è la Città Vecchia è situata la moschea degli Ommayyadi, proprio alla fine del Souq al-Hamidiyeh, il più grande e famoso bazar di Damasco. Con i suoi tre minareti e il colonnato del tempio di Giove Damasceno, la ?Grande Moschea? ? come viene chiamata ? è davvero grande, simbolo della Damasco capitale dell'Impero Arabo Islamico, nel 705 a. C. Tra le sue mura, all'interno di un sacrario, è riposto il capo di San Giovanni Battista, portato qui dai Romani e qui venerato come un profeta con il nome di Yahia. All'uscita della moschea, si consiglia di fermarsi al famoso caffè ?An-Nofara?. Bisogna dirigersi più a sud, invece, per trovare in tutta la sua superbia il settecentesco Palazzo Azem, splendente in basalto nero e roccia calcarea bianca. Nelle sue sale è stato allestito il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari della Siria. A sud-est si trova la chiesa di San Paolo, costruita presso la Bab Kissan, dove San Paolo stesso fu calato da una finestra dentro una cesta, per cominciare la sua missione apostolica in Europa. La famosa cittadella della città, Ayyubida, si trova, invece, ad ovest. E' nei quartieri dell'antica Damasco che si suole camminare a testa in su, tanto i palazzi, le moschee, gli hamman, i caravanserragli e le madrasa attirano l'attenzione. La capitale del traffico mercantile, avvezza agli scambi ? commerciale e culturali ? sin dalla notte dei tempi, rimane tuttavia legata ad una identità araba che rivendica con forza, beffeggiando le ?sorelle cosmopolite? come Beyrouth o Amman.
MUSEI
Il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari della Siria è allestito all'interno del Palazzo Azem, mentre bisogna recarsi nella zona nuova, a sud di Barada, per visitare il Museo Archeologico Nazionale che conserva una delle più importanti collezioni di archeologia del Medio oriente con oggetti provenienti da Ugarit e Palmira, e con documenti del XIV secolo a.C. scritti nell'alfabeto più antico del mondo. La facciata del museo un tempo era probabilmente l'entrata del Qasr al-Hayr al-Ghabi, un'antica struttura militare. Altre preziosità custodite nel museo sono marmi e statue risalenti a 4000 anni fa, vecchie tombe e Corani del XIII secolo.



Damasco, notti speziate
Al di fuori di Damasco e dei centri principali il panorama mondano della Siria non è molto ricco. I locali di ritrovo serale, dove ascoltare musica sorseggiando un drink o fumando narghilé, si moltiplicano di continuo nella capitale.
Il panorama mondano della Siria non è molto ricco al di fuori
della capitale e dei centri principali. A Damasco si moltiplicano di continuo i
locali di ritrovo serale, dove ascoltare musica e sorseggiare un drink. Molti di
questi sono concentrati nella zona attorno a Bab Sharui e a Bab Tuma, ma non
mancano anche nelle zone commerciali più moderne come Abu Rumaneh. Per il resto,
le occasioni di svago, night club e discoteche sono generalmente offerte dai
grandi alberghi, veri e propri ritrovi della mondanità nazionale ed
internazionale.
Tra questi si segnalano La Lanterna del Cham Palace Hotel (Maysaloun Street), la
cui struttura offre anche due cinema, sempre molto alla moda; la discoteca dello
Sheraton (Omayad Square) e dell'Hotel Meridien (Choukry Kouatly Avenue). Altro
albergo di lusso che ha molto da offrire è l'Omayad Hotel (Brazil Avenue), che
oltre ai ristoranti e al Lunge Bar ospita il panoramico Z Bar, dove si balla, e
l'Imperial Hall dove sono in programma spettacoli teatrali e di danza.
Molto grande sono l'Amigos, e il Tornado, quest'ultimo con una bella pista da
ballo in cui scatenarsi con musica hio pop, techno e arabica. Ha acquisito molta
popolarità, soprattutto fra gli studenti stranieri, il Marmar (Svaria
ad-Dawanneh), il cui bar propone una varia selezione di birre e, durante i
weekend, il dj inizia a suonare dance music dopo le dieci.
In zona Bab Touma vale la pena un salto al Qassa'a, dove si riunisce la gente
per essere ammirata. Un tocco francese al Le Piano Bar (St. Anania's street),
che oltre ad essere ristorante è anche bar e karaoke, mentre il ristorante
Elissa si tasforma velocemente in un delizioso bar per i dopocena, offrendo
atmosfere tranquille nel cuore della Città Vecchia. Se si è in cerca di
atmosfere tipiche, allora ci si deve recare nei bar locali, frequentati per lo
più da uomini, dove si servono tè e caffè e dove si fuma il narghilé. A Damasco
sono molto caratteristici quelli nella piazzetta Nawfara, nei pressi della
Grande Moschea.
Tra falafel e mezzeh
I pasti in Siria si compongono di una serie di antipasti, mezzeh, e di un piatto principale, in genere a base di carne, con riso o verdure. Famosi sono gli spiedini di carne e i falafel.
In Siria si mangia bene, anche se al lungo andare il cibo può
risultare poco vario. Come in tutti gli altri Paesi dell'area, il pasto si
compone di una serie di antipasti, mezzeh, e di un piatto principale, in genere
a base di carne con riso o verdure. Per mezzeh si intende l'insieme delle
portrate che precedono il piatto principale: salse, intingoli ed insalate sono
numerose, ma le più caratteristiche sono l'hommos, salsa a base di pasta di
sesamo e pasta di ceci tritati; il mtabbal, crema di melanzane alla brace
ridotte in poltiglia e mescolate con crema di sesamo, aglio, olio, limone e
prezzemolo; il tabbule, insalata a vase di semola di grano; il baba ganoush,
melanzane in pezzi con pomodoro.
Tra gli antipasti caldi, la Siria è famosa per i burak, fagottini di pasta
sfoglia ripiena di carne, spinaci o formaggio, e per i fatayer, piadina di pasta
di pane. La carne comprende per lo più pollo, agnello e montone, preparata in
genere alla grigliao al forno. Sish tawuk e sish kebab sono gli spiedini di
pollo a pezzi o di montone tritato, grigliati con pomodori e cipolle. Kufta è un
piatto di carne trita di montone cotta in una teglia al forno e condita con
crema di sesamo.
Il frikeh è grano duro cotto e preparato con carne, mandorle, pistacchi e
pinoli. Per gli spuntini sono famosi i falafel, polpetta di pasta di ceci e
verdure tritate e fritta, che si possono mangiare da soli o schiacciati in una
sfoglia di pane arabo, e lo shawarma, panino a base di carne. La pasticceria
annovera biscotti secchi, biscotti ripieni di pasta di datteri o di impasti di
frutta secca, e dolci con grande impiego di miele e sciroppi di zucchero.
Ovunque si beve caffè aromatizzato al cardamomo e tè, ma non sempre si possono
trovare bevande alcoliche. Tra gli indirizzi di Damasco il Jabbri House (Shari
Al-Zawaf), situato vicino alla Moschea degli Ommayyadi, si trova in una delle
più antiche case di Damasco, costruita nel 1737, il che gli conferisce
un'atmosfera del tutto particolare, grazie alla tradizionale architettura
damascena e gli interni tipici. Si può scegliere tra i tradizionali piatti
siriani e la cucina libanese, mentre si fuma narghilè. Atmosfere antiche anche
al Beit Jabri (Midan as-Sawwaf), ristorante riccamente decorato e costruito
intorno ad un cortile con fontana centrale, alberi di limone e gelsomini, dove
servono ottimi mezzeh ed insalate.
Cecilia Martino
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