M.O./ PRODI: CONFERENZA SIA PARTECIPATA E CON AGENDA AMPIA

Golan torni alla Siria ma con intesa che dia stabilità

"IL GOLAN DEVE TORNARE ALLA SIRIA MA NELL'AMBITO DI UN'AMPIA INTESA CHE DIA STABILITÀ AL MEDIO ORIENTE."

Roma, 3 ott. (Apcom) - "Lavoriamo perché la conferenza sul Medio Oriente possa partire con un'agenda solida, ampia e che abbia un ampio numero di partecipanti". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, durante una intervista con la stampa estera a Roma ricordando che "questa nostra tesi è stata prima critica e poi fatta propria da tutti i protagonisti".

Il premier ritiene che "la conferenza possa dare risultati seri" perché anche se "sul Medio Oriente ci siamo fatti molte volte delle illusioni, ora c'è un punto fermo: il dialogo tra Abu Mazen ed Olmert va avanti, è serio e costruttivo e credo possa preparare l'agenda ad una conferenza che può dare risultati seri".

Prodi ha risposto anche sui rapporti tra Israele e Siria sottolineando che sono "importantissimi" e ribadendo che "il Golan deve tornare alla Siria ma nell'ambito di un'ampia intesa che dia stabilità al Medio Oriente".

M.O.: PRODI, CONFERENZA PACE PUO' DARE RISULTATI SERI

(ASCA) - Roma, 3 ott - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, nutre fiducia sulla prossima conferenza di pace sul Medio Oriente. ''Molte volte sulla pace in Medio Oriente ci siamo fatti illusioni e troppe speranze - ha detto - ma oggi c'e' un punto fermo ed e' il dialogo tra Olmert e Abu Mazen che va avanti in modo serio e costruttivo e prepara l'agenda della conferenza di pace che potra' dare risultati seri''. Sempre sul tema Medio Oriente il presidente del Consiglio ha sottolineato che per la stabilizzazione dell'area e' di grandissima importanza ''la normalizzazione dei rapporti tra Siria e Israele. Il Golan deve tornare alla Siria - ha detto - ma solo nell'ambito di una ampia intesa che dia stabilita' al Medio Oriente''.

M.O./ PRODI: CONFERENZA SIA PARTECIPATA E CON AGENDA AMPIA -2-

Mi auguro che ci sia anche la Siria

Roma, 3 ott. (APCom) - Durante l'incontro con la stampa estera Prodi ha risposto ad una domanda sulla partecipazione della Siria al vertice sul Medio Oriente: "L'azione dell'Italia è perché la Siria partecipi, come tutti i Paesi responsabili della zona. Perché se si fa una conferenza alla quale non partecipano i Paesi che ne subiscono le conseguenze i risultati non darebbero stabilità alla zona".

Prodi ha risposto anche ad una domanda sui soldati israeliani rapiti, ribadendo di non sapere "nulla di nuovo" sulla vicenda. Avere informazioni è però una "condizione specifica per poter proseguire il dialogo". Si tratta, ha aggiunto, di "un fatto fondamentale da risolvere o sul quale avere almeno delle notizie".

IRAN: PRODI, CON NEGOZIATO APERTO NON OPPORTUNO INASPRIRE SANZIONI

(ASCA) - Roma, 3 ott - Non sarebbe opportuno inasprire le sanzioni nei confronti dell'Iran mentre sta per partire il negoziato mentre per la conferenza di pace sul Medio Oriente l'Italia contionua a lavorare affinche' sia la piu' ampia possibile e con una agenda solida. Gli equilibri sempre difficili in tutta l'area del Medio oriente e il nucleare iraniano sono i temi al centro delle domande della stampa estera nell'incontro odierno con il presidente del consiglio Romano Prodi. E proprio sull'Iran e' la prima domanda e il premier ricorda che ''abbiamo sempre detto che le sanzioni sono lo strumento per spingere al dialogo'' ma ''inasprire le sanzioni prima di sedersi al tavolo non e' la scelta piu' accurata. Bisogna approfittare della finestra'' di dialogo che si e' aperta a New York all'assemblea generale dell'Onu. ''La chiamo finestra perche' non si puo' tenere aperta per sempre''. Prodi non intende prefigurare scenari in caso di fallimento del negoziato precisando che ''l'Italia crede nella dottrina che le questioni e la soluzione dei problemi si affronta nell'ambito delle Nazioni Unite''. Tuttavia il premier sottolinea che il successo del negoziato e' ''vitale'' per la pace del mondo ma e' essenziale soprattutto per l'Iran e per il suo ruolo regionale. L'altra grande questione e' la prossima conferenza di pace sul Medio Oriente per la quale Prodi non nasconde ottimismo ricordando pero' che spesso ci sono state ''illusioni e troppe speranze''. Ma oggi il dialogo tra Abu Mazen e Olmert va avanti in modo serio e costruttivo e la conferenza di pace potra' produrre risultati positivi. Il premier ricorda poi la posizione dell'Italia favorevole a una conferenza di pace piu' ampia possibile che inizialmente aveva incontrato qualche critica ma oggi e' ampiamente condivisa. E tra i partecipanti dovra' esserci la Siria. ''L'Italia lavora perche' la Siria partecipi alla conferenza di pace cosi' come tutti gli altri paesi responsabili dell'area''. Per la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente, il presidente del consiglio giudica ''importantissima'' la normalizzaziozione dei rapporti tra Siria e Israele. ''Il Golan deve tornare alla Siria - afferma Prodi - ma solo nell'ambito di un'intesa ampia che dia stabilita' a tutto il Medio oriente''.

M.O.: PRODI, CONFERENZA DI PACE SIA SOLIDA E PARTECIPATA

"Lavoriamo perche' la Conferenza di pace sul Medio Oriente parta con un'agenda solida, ampia e con un alto numero di partecipanti". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, rispondendo alle domande della stampa estera, dice di confidare molto nei risultati della Conferenza di pace per i quali "ora c'e' un punto fermo: il dialogo tra Olmert e Abu Mazen, che va avanti ed e' serio e costruttivo e credo che preparera' la Conferenza". Prodi ha sottolineato che l'alto numero dei partecipanti, tema caro all'Italia, era "una tesi prima criticata, ma poi fatta propria da molti". Il premier si e' detto favorevole a un ritorno del Golan alla Siria ma ha posto dei paletti ben precisi: "se vogliamo che il Golan torni alla Siria, questo deve essere legato a un'intesa ampia che dia stabilita' a tutto il Medio Oriente".

La Repubbilca

ROMANO PRODI: IL GOLAN DEVE TORNARE ALLA SIRIA

Roma, 3 ottobre - Parlando della futura conferenza sul Medio Oriente, prevista negli Stati Uniti nei prossimi due mesi, il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi ha detto, citato dall'Ansa, che l'Italia si sta impegnando, perché alla conferenza sia presente la Siria, "così come devono partecipare tutti i Paesi della zona", altrimenti l'incontro rischia di non avere efficacia.

Prodi ha affermato che è "importantissima la normalizzazione dei rapporti tra Siria e Israele", aggiungendo che "Il Golan deve tornare alla Siria, ma questo può avvenire soltanto nell'ambito di un'intesa ampia che dia stabilità a tutto il Medio Oriente".

Arab Monitor





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