Giovedì 22 giugno 2006

Il signor Ahmad Abu al Gheith, ministro degli Affari Esteri egiziano, ha affermato che il vertice tra il presidente siriano Bashar al Assad e il presidente egiziano Hosni Mubarak ha focalizzato sulla situazione in Iraq, sulla causa palestinese e sull'attuale situazione in tutta la regione mediorientale.

Nella conferenza stampa congiunta con il ministro degli Affari Esteri siriano Walid al Muallem, Abu al Gheith ha aggiunto che i due Presidenti si sono accordati sulla necessità di realizzare altri incontri e coordinamenti siro-egiziani comuni su queste tematiche, sia a livello bilaterale che non bilaterale, per approfondire le intese, mettendo i punti sulle i. Da parte sua, il signor Muallem ha confermato il suo pieno accordo con l'omologo egiziano.

Sulle relazioni con la Giordania, Muallem ha sottolineato che i rapporti tra i due Paesi sono ottimi e che verranno svolte riunioni dell'Alta Commissione siro-giordana congiunta a Damasco il 28 del mese corrente presiedute dai due primi ministri, riferendosi a questo proposito al colloquio telefonico avvenuto ieri tra il Presidente Bashar al Assad e il re Abdallah II.

Il ministro degli Affari Esteri siriano ha detto che le cose tra la Siria e la Giordania seguono il loro corso naturale e che la Siria guarda a delle relazioni avanzate con la Giordania a servizio dell'interesse dei due popoli fratelli.

Per quanto riguarda il dialogo palestinese, Muallem ha confermato il sostegno della Siria al dialogo nazionale palestinese in corso per realizzare il suo obiettivo di consolidare l'unità nazionale palestinese.

Ha detto che bisogna dare a questo dialogo il tempo e la serietà necessari da parte di tutte le parti per raggiungere un'intesa ed un accordo tra di loro e riprendere passi sul terreno che confermino l'unità del popolo palestinese, ribadendo che questo dialogo esamina anche il dossier dei detenuti.

In risposta ad una domanda, il ministro degli Esteri siriano ha affermato che la Siria ha buoni rapporti con tutte le fazioni palestinesi e che si consulta con loro, ma che non esercita pressioni, perché la decisione è loro.

Ha aggiunto: "Noi esprimiamo la nostra opinione, e loro prendono una decisione", ribadendo che alcune fazioni presenti in Siria sono membri dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e che tra le questioni del dialogo palestinese in corso adesso vi è la ricostruzione della stessa Organizzazione per l'adesione di Hamas ad essa.

Ad una domanda sul controllo delle frontiere con l'Iraq, il signor Muallem ha detto che :" Noi eseguiamo tutto quello che riguarda gli interessi della Siria e dell'Iraq", confermando che la stabilizzazione e la sicurezza dell'Iraq è nell'interesse della Siria, e ribadendo il sostegno della Siria al processo politico eseguito nell'Iraq, da cui si sono istituiti un'associazione nazionale e un governo iracheno. Ha aggiunto: "Noi siamo in contatto con questo governo per riprendere le relazioni diplomatiche tra la Siria e l'Iraq, che sono state interrotte dal 1982".

Rispondendo a un'altra domanda, il ministro degli Esteri siriano ha detto: "Noi distinguiamo tra chi esercita il terrorismo in Iraq e tra chi esercita la resistenza".

In quanto al programma nucleare iraniano, il signor Muallem ha sottolineato il sostegno della Siria al diritto dell'Iran dell'uso pacifico dell'energia nucleare nell'ambito del Trattato di Non Proliferazione del Nucleare, e il diritto dei paesi della regione di avere garanzie su questo programma, esprimendo l'auspicio di concludere la questione del programma nucleare iraniano con i mezzi diplomatici.

Inoltre ha affermato che: "La Siria ha già invitato nel 1986 ad eliminare le armi di distruzione di massa dalla regione mediorientale, compreso l'arsenale nucleare israeliano, perché noi riteniamo che il vero pericolo per la sicurezza della regione siano l'armamento nucleare israeliano e l'arsenale nucleare d'Israele".

Sui punti di convergenza e di divergenza nella posizione tra la Siria e il Libano, il ministro degli Esteri ha detto che:" Purtroppo il punto più saliente della divergenza consiste in alcuni libanesi, alcuni dei quali sono membri del governo attuale, i quali hanno sorpassato le indagini, accusando la Siria dell'omicidio dell'ex premier libanese Rafiq Hariri, prima che le indagini giungessero al risultato, insieme all'ingiusta campagna mediatica promossa da alcuni libanesi contro la Siria". Muallem ha espresso la sua convinzione che la questione abbia semplicemente bisogno di migliorare il clima attuale tra Siria e Libano.

Il signor Muallem ha confermato, in termini di principio, che la Siria non ha problemi a creare due ambasciate tra i due Paesi, ma che la questione necessita di un tempo e di un'atmosfera adeguati, spiegando che se ci fossero due ambasciate all'ombra di un clima negativo, allora si ritirerebbero gli ambasciatori e si interromperebbero le relazioni diplomatiche.

 

Traduzione: Ambasciata della Repubblica Araba Siriana: roma





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