
President Al-Assad Discuses with D'Alema Syrian-Italian Relations
Damascus, (SANA) – President Bashar al-Assad on Tuesday discussed with Italian Deputy Prime Minister and Foreign Minister Massimo D'Alema bilateral relations between the two countries and means of enhancing them. Talks during the meeting dealt with the latest developments in Iraq, the occupied Palestinian lands and Lebanon. Both sides stressed the necessity of cooperation to find a solution to the Middle East crisis. They also conferred on the possibility of building mutual work mechanisms and getting solutions to find a way out of the current crisis on the regional level. The two sides underlined the significance of combating terrorism that is spreading in the region. For his part, D'Alema affirmed the necessity of making Syria part of the efforts to achieve peace and stability in the region, stressing the importance of Syria's role in this issue. Later, Vice President Farouk al-Shara continued discussions with D'Alema during a meeting in the presence of Deputy Foreign Minister Faisal Miqdad. Syrian Foreign Minister Walid al-Moallem also held talks with his Italian counterpart in the presence of senior Foreign Ministry officials.
Rome, (SANA)- Italian Deputy Premier and Foreign Minister Massimo Dalema has described the Syrian -Italian bilateral relations as excellent, particularity on the economic and culture levels, pointing out to the importance of developing these relations and making them stronger and open. In a statement to SANA correspondent in Rome yesterday , Dalema stressed that the current crisis in the Middle East couldn't be solved without finding a final settlement to the main problem in the region which is the Palestinian cause, pointing out to the correlation of events in the Middle East. Dalema indicated that Syria has an important role in the region and it is necessary to be involved in achieving the stability in the Middle East and said: "The dialogue with Syria on the peace process is active and fruitful," pointing out to Syria's positive role regarding issues of the region. "Italy supports the peace process in the region and looks for Syria's participation along with the Arab countries, asserting that re-launching the Arab Peace Initiative constitutes an important event on several levels and a main base for successful negotiations," Dalema concluded.


Visita in Siria e Libano
5 giugno 2007
La visita del Ministro D’Alema in Siria e Libano testimonia in maniera significativa la volontà da parte italiana di attuare una politica di dialogo, e dimostra l’autorevolezza di cui godiamo nell’area mediorientale.
La visita in Siria avviene all’indomani della riconferma del mandato del Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar al-Assad, e in un momento particolarmente delicato per la regione mediorientale.
Le recenti visite effettuate a Damasco dai Ministri degli esteri belga e portoghese, nonché l’incontro del Segretario di Stato Rice con l’omologo siriano, avvenuto a Sharm el Sheikh a margine della Conferenza Ministeriale sull’Iraq del 4 maggio scorso, delineano un quadro complessivo di nuovi sforzi in atto da parte della Comunità Internazionale per coinvolgere la Siria in un "circolo virtuoso" per la stabilizzazione delle situazioni di crisi in Medio Oriente.
L’ Italia intende svolgere un ruolo efficace in un percorso negoziale che coinvolga Damasco ed incoraggi il Governo siriano ad adoperarsi per la pacificazione della regione, con particolare riguardo alle relazioni siro-libanesi, alla soluzione della crisi politica interna in Libano, al processo di pace israelo-palestinese ed alla stabilizzazione e pacificazione dell’ Iraq. Le relazioni bilaterali fra Italia e Siria, sul piano economico, della Cooperazione allo Sviluppo e della cooperazione culturale, sono ottime.
Terminati gli incontri a Damasco, il Ministro D’Alema volerà a Beirut, per manifestare il forte sostegno italiano al popolo libanese ed al suo Governo e per incoraggiare le parti - sono previsti incontri con il Primo Ministro Siniora e con il Presidente del Parlamento Berri - a superare le divisioni e trovare una soluzione di compromesso, affinchè si eviti una radicalizzazione del confronto politico interno, che avrebbe ricadute negative non solo sulla stabilità del Paese ma su quella di tutta la regione.
Oggetto di discussione sarà anche l’ aggravamento del quadro di sicurezza a seguito degli scontri tra l’Esercito libanese e i miliziani di Fatah al-Islam.
Fonte: http://www.esteri.it/


L’AZIONE ITALIANA PER UNA POLITICA DI DIALOGO IN MEDIO ORIENTE: IL MINISTRO D’ALEMA IN VISITA IN SIRIA E LIBANO
ROMA\ aise\ - Parte oggi, 4 giugno, la visita di due giorni che porterà il Ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, in Siria e Libano, a testimonianza, si legge in una nota della Farnesina, non solo della "volontà da parte italiana di attuare una politica di dialogo", ma anche della "autorevolezza di cui godiamo nell’area mediorientale".
La visita in Siria avviene all’indomani della riconferma del mandato del Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar al-Assad, e in un momento particolarmente delicato per la regione mediorientale.
Le recenti visite effettuate a Damasco dai ministri degli esteri belga e portoghese, nonché l’incontro del Segretario di Stato Rice con l’omologo siriano, avvenuto a Sharm el Sheikh a margine della Conferenza Ministeriale sull’Iraq del 4 maggio scorso, delineano un quadro complessivo di nuovi sforzi in atto da parte della comunità internazionale per coinvolgere la Siria in un "circolo virtuoso" per la stabilizzazione delle situazioni di crisi in Medio Oriente. In tale contesto, prosegue la nota, "l’Italia intende svolgere un ruolo efficace in un percorso negoziale che coinvolga Damasco ed incoraggi il Governo siriano ad adoperarsi per la pacificazione della regione, con particolare riguardo alle relazioni siro-libanesi, alla soluzione della crisi politica interna in Libano, al processo di pace israelo-palestinese ed alla stabilizzazione e pacificazione dell’Iraq".
Le relazioni bilaterali fra Italia e Siria, sul piano economico, della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione culturale, sono ottime. Terminati gli incontri a Damasco, il Ministro D’Alema volerà a Beirut, per manifestare il forte sostegno italiano al popolo libanese ed al suo Governo e per incoraggiare le parti - sono previsti incontri con il Primo Ministro Siniora e con il Presidente del Parlamento Berri - a superare le divisioni e trovare una soluzione di compromesso, affinchè si eviti una radicalizzazione del confronto politico interno, che avrebbe ricadute negative non solo sulla stabilità del Paese, ma su quella di tutta la regione. Oggetto di discussione sarà anche l’aggravamento del quadro di sicurezza a seguito degli scontri tra l’esercito libanese e i miliziani di Fatah al-Islam. (aise)
(ANSA) - DAMASCO, 5 GIU - Dopo le azioni al-Qaida nei campi profughi palestinesi, la situazione in Libano e' 'allarmante': lo sottolinea D'Alema. 'Lo stallo politico nel Paese non puo' continuare, altrimenti sara' allarme rosso' avverte il ministro degli Esteri a Damasco, dove si e' incontrato con il presidente siriano Assad. Anche la Siria e' interessata alla stabilita' politica a Beirut. In questo momento, ha sottolineato D'Alema, il pericolo per tutti e' rappresentato da al-Qaida.
D'Alema a Damasco oggi incontra Assad Coinvolgere la Siria per la pace «non isolarla»
È il momento di aprire un dialogo diretto con la Siria, perché quella di isolare Damasco non è la strategia più efficace per trovare una soluzione ai problemi medio orientali. È invece importante «coinvolgere» la Siria «in modo pressante e non accomodante» per avviare un dialogo che possa contribuire a trovare il bandolo dell'intricata matassa medio orientale. Con questa convinzione il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, è giunto ieri pomeriggio a Damasco, dove oggi, prima di trasferirsi nel pomeriggio a Beirut, avrà colloqui con le autorità siriane, a cominciare dal presidente Bashar Al Assad e proseguendo con il vicepresidente Faruk Sharaa e il ministro degli Esteri Walid Moallem.
Il titolare della Farnesina giunge a Damasco in un momento importante e trova un Bahar Al Assad che ha appena ricevuto da un referendum popolare, nel quale era il candidato unico, il rinnovo del mandato presidenziale per altri sette anni. Nei giorni scorsi le Nazioni Unite hanno anche deciso di istituire un tribunale internazionale sull'omicidio di Rafik Hariri, l'ex primo ministro libanese ucciso nel 2005 in un attentato a Beirut. Questa decisione è stata accolta con molte critiche a Damasco, ma D'Alema intende spiegare che la creazione del tribunale non vuole essere un gesto di rottura, ma un modo per riaffermare la sovranità e l'indipendenza del Libano. Non si tratta, dunque, di una decisione contro Damasco, ma di una iniziativa che potrebbe avviare a soluzione un nodo cruciale, togliendo dal tavolo un tema estremamente complesso nella situazione libanese. L'Italia crede fermamente che un dialogo più forte con la Siria possa contribuire a una migliore comprensione delle rispettive posizioni e avviare un nuovo processo regionale.
La Siria, d'altra parte, rimane un Paese chiave per tutti gli equilibri della regione e, in queste settimane, la comunità internazionale ha avviato un rafforzamento generale dei rapporti con Damasco. Nel pomeriggio di oggi, dopo i colloqui in Siria, il capo della diplomazia italiana (nella foto al suo arrivo in aeroporto) si trasferirà a Beirut dove incontrerà, tra gli altri, il primo ministro Fuad Siniora e il presidente del parlamento, Nabih Berri. Anche in Libano, D'Alema troverà una situazione delicata, con l'esercito ancora impegnato negli scontri con il gruppo estremista, legato ad Al Qaeda, di Fatah Al Islam. Il ministro D'Alema e lo stesso presidente del Consiglio, Romano Prodi, hanno, recentemente, manifestato al governo libanese la più ferma condanna per le azioni condotte da questo gruppo e rinnovato il loro appoggio all'esecutivo guidato da Siniora.


(AGI) - Damasco, 5 giu. - Bisogna superare lo stallo politico in Libano, altrimenti sara' "allarme rosso". E' questo il punto nodale intorno al quale si e' sviluppato il colloquio che Massimo D'Alema ha avuto a Damasco con il presidente siriano Bachar Assad. Secondo quanto hanno riferito fonti diplomatiche presenti all'incontro, D'Alema ha detto al presidente che dopo l'azione dei miliziani nei campi profughi palestinesi nel nord del Libano "la situazione e' allarmante". Anche la Siria, ha sottolineato il ministro degli Esteri ad Assad, e' interessata alla stabilita' politica in Libano e Al Qaeda rappresenta un "pericolo per tutti". Il capo della Farnesina e il presidente siriano hanno anche parlato della piena applicazione della risoluzione 1701 sulla fine del conflitto tra hezbollah e gli israeliani e della costituzione del tribunale che dovra' giudicare i responsabili dell'assassinio dell'ex premier libanese Rafiq Hariri. La Siria, hanno riferito le fonti, ritiene che la scelta di una risoluzione del consiglio di sicurezza - la 1757 - con cui e' stata decisa la nascita della corte internazionale, si potesse evitare e che fosse preferibile trovare un accordo tra le parti. D'Alema ha sottolineato che la questione dell'elezione del nuovo presidente in Libano sia "cruciale nel contesto di un'equa rappresentanza politica di tutte le componenti della societa' libanese". Durante l'incontro, durato due ore invece dell'ora prevista, e' stata affrontata anche la crisi in Iraq. Secondo le fonti, Assad teme che si precipiti in una guerra civile tra sunniti e sciiti ed e' stato sottolineato, che se si vuole evitare il caos, il disimpegno americano dovra' avvenire parallelamente alla riconciliazione nazionale. (AGI)
Damasco, 5 giu. (Apcom) - Lo stallo politico in Libano "non può continuare, altrimenti sarà allarme rosso". E' l'opinione espressa dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema al presidente della Repubblica siriana Bashar Al-Assad, durante il loro incontro di due ore oggi a Damasco, stando a quanto riferito dal portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara. Il Libano è stato al centro del lungo faccia a faccia, che da programma doveva durare appena un'ora, in cui sono stati affrontati anche altri temi di politica regionale come l'Iraq. D'Alema ha definito la situazione in Libano, dopo gli scontri fra l'esercito regolare e i miliziani di al Qaida asserragliati nei campi profughi palestinesi nel nord, ma anche nel sud del Paese, "allarmante". Bashar, dal canto suo, ha assicurato che "la Siria è interessata alla stabilità politica in Libano". "Al Qaida è un pericolo per tutti", è stata la considerazione condivisa. Nella sua breve visita a Damasco, dove ha incontrato anche il capo della diplomazia Walid Moallem e il vicepresidente, Faruq Sharaa, D'Alema ha insistito in particolare sulla necessità di una "piena applicazione" della risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu 1701, che prevede fra l'altro il disarmo delle milizie, il controllo dei confini per impedire il traffico di armi e la soluzione della questione delle contese fattorie di Sheeba. In merito alla decisione dell'Onu di istituire un 'tribunale speciale' per far luce sull'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri e su altri assassinii mirati, "La Siria ritiene che la scelta della risoluzione ad hoc del Consiglio di Sicurezza (1757, ndr) si poteva evitare, e che occorreva trovare un accordo tra le parti prima di procedere", ha fatto sapere il portavoce della Farnesina. D'Alema e Bashar Al-Assad hanno poi parlato dell'importanza dell'elezione di un presidente della Repubblica per il Libano "nel contesto di una equa rappresentanza politica di tutte le componenti della società libanese". Sull'Iraq, infine, Assad ha espresso la preoccupazione della deriva in una guerra civile fra sunniti e sciiti. Il disimpegno americano, si sono detti d'accordo i due interlocutori, deve avvenire parallelamente a un processo di riconciliazione nazionale, se si vuole evitare il caos.
LIBANO: D'ALEMA, ALLARME ROSSO SE CONTINUA STALLO POLITICO
Damasco, 5 giu. - (Adnkronos) - ''L'empasse politica in Libano non puo' continuare, altrimenti e' allarme rosso'': e' il monito ripetuto dal ministro degli Esteri,Massimo D'Alema, durante l'incontro a Damasco con il presidente siriano Bashar El Assad, secondo quanto riferito dal portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara. Per D'Alema, ''dopo le azioni dei miliziani di Al Qaeda nei campi profughi palestinesi, la situazione e' allarmante''. Dal canto suo, Assad ha sottolineato che anche Damasco e' interessata alla stabilita' politica in Libano, Al Qaeda e' un pericolo per tutti. "È il momento di parlare alla Siria" e per questo Massimo D’Alema sarà lunedìe martedì prossimi a Damasco. La visita del ministro degli esteri in Siria era stata annunciata a Sharm el Sheikh durante la conferenza sull’Iraq e un mese dopo quel summit dal quale emerse la volontà di tutti i Paesi della regione di portare la sicurezza nel Paese, il capo della Farnesina sarà a colloquio con il presidente Bachar Assad, con il collega Walid al-Moallem e con il vicepresidente Faruk al-Sharaa. "È il momento di parlare alla Siria" ha detto il capo del servizio stampa della Farnesina, Pasquale Ferrara, presentando la visita "e di costruire relazioni aperte". Di ritorno da Damasco D’Alema farà tappa a Beirut per incontrare il premier Fuad Siniora; il presidente del parlamento Nabil Berri e Saad Hariri, figlio dell’ex capo del governo Rafiq ucciso in un attentato due anni fa e oggi capo della coalizione antisiriana ‘14 marzo’.
«Paese chiave per gli equilibri dell'intera regione». Oggi a Damasco incontrerà Assad
D'Alema insiste sul dialogo con la Siria"
Giovanni Merenda
DAMASCO
il momento di aprire un dialogo diretto con la Siria, perché quella di isolare Damasco non è la strategia più efficace per trovare una soluzione ai problemi medio orientali. invece importante «coinvolgere» la Siria «in modo pressante e non accomodante» per avviare un dialogo che possa contribuire a trovare il bandolo dell'intricata matassa mediorientale. Con questa convinzione il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, è giunto ieri pomeriggio a Damasco, dove stamattina, prima di trasferirsi nel pomeriggio a Beirut, avrà colloqui con le autorità siriane, a cominciare dal presidente Bashar al Assad e proseguendo con il vicepresidente Faruk Sharaa e il ministro degli Esteri Walid Moallem.
Il titolare della Farnesina giunge a Damasco in un momento importante e trova un Bahar Al Assad che ha appena ricevuto da un referendum popolare, nel quale era il candidato unico, il rinnovo del mandato presidenziale per altri sette anni. Nei giorni scorsi le Nazioni Unite hanno anche deciso di istituire un tribunale internazionale sull'omicidio di Rafik Hariri, l'ex primo ministro libanese ucciso nel 2005 in un attentato a Beirut.
Questa decisione è stata accolta con molte critiche a Damasco, ma D'Alema intende spiegare che la creazione del tribunale non vuole essere un gesto di rottura, ma un modo per riaffermare la sovranità e l'indipendenza del Libano. Non si tratta, dunque, di una decisione contro Damasco, ma di un'iniziativa che potrebbe avviare a soluzione un nodo cruciale, togliendo dal tavolo un tema estremamente complesso nella situazione libanese.
L'Italia crede fermamente che un dialogo più forte con la Siria possa contribuire a una migliore comprensione delle rispettive posizioni e avviare un nuovo processo regionale.
La Siria, d'altra parte, rimane un Paese chiave per tutti gli equilibri della regione.
Nel pomeriggio di oggi, dopo i colloqui in Siria, il capo della diplomazia italiana si trasferirà a Beirut dove incontrerà, tra gli altri, il primo ministro Fuad Siniora e il presidente del parlamento, Nabih Berri.
MIDDLE EAST: ITALIAN FOREIGN MINISTER 'HOPEFUL' OVER SYRIA'S ROLE
Damascus, 5 June (AKI) - Italian foreign minister Massimo D'Alema after meeting Syrian president Basher al-Assad on Tuesday said he was "hopeful" Syria could play a positive role in Middle East peace initiatives. "I think I can carry a message which while not optimistic, is hopeful that there can be co-operation in solving the problems" of the region, D'Alema said after the meeting in Damascus. Last week D' Alema told a meeting of his counterparts from the Group of Eight nations - United States, Japan, Germany, France, Britain, Italy, Canada and Russia - there was a need to involve Syria in peace initiatives in the Middle East. He also said Damascus should be told that it was not the target of a UN security council resolution approving an international tribunal to try suspects, including several top Syrian security official, in the 2005 assassination of former Lebanese prime minister Rafik Hairiri. D'Alema said that during his meetings on Tuesday with al-Assad, his deputy Fraoul al-Sharaa, and Syrian foreign minister Walid al-Mualler, he detected a willingness to "confirm a commitment to resolve problems." The Italian foreign minister was scheduled to travel to Beirut later in the day.
LIBANO: D'ALEMA, ELEMENTI INCORAGGIANTI IN POSIZIONE SIRIANA
(ASCA-AFP) - Damasco, 5 giu - ''I miei incontri a Damasco hanno mostrato che esistono elementi incoraggianti e utili'' nella posizione siriana riguardo alla crisi libanese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, alla fine di una visita a Damasco nel corso della quale ha avuto un incontro con il presidente siriano Bashar al-Assad. ''Comunichero' ai leader libanesi la nostra volonta' di lavorare con la Siria per risolvere i problemi in Libano'', ha affermato D'Alema nel corso di una conferenza stampa con il suo omologo siriano Walid Muallem. ''Siamo ottimisti a proposito di una cooperazione dell'Italia con la Siria'', ha aggiunto, sottolineando che ''occorre incoraggiare il dialogo'' tra le diverse fazioni libanesi ''per far uscire dalla paralisi'' le istituzioni del Paese. La maggioranza anti-siriana in Libano accusa Damasco di voler destabilizzare il suo vicino, in particolare sostenendo il gruppo islamista Fatah al-Islam, che si sta scontrando dal 20 maggio con l'esercito libanese intorno al campo profughi di Nahr al-Bared. Il capo della diplomazia italiana ha denunciato al riguardo ''la minaccia di gruppi terroristici'' in Libano, con particolare riferimento a Fatah al-Islam, e si e' detto anche ''costernato'' per l'attentato che ha colpito Beirut ieri sera e che ha provocato il ferimento di 10 persone. D'Alema ha inoltre raccomandato l'applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ''per impedire che il Libano sia destabilizzato dalla minaccia terrorista'', in riferimento al testo adottato alla fine della guerra di luglio-agosto tra Israele e il movimento sciita libanese Hezbollah. Il responsabile della Farnesina, che era arrivato ieri in Siria, ha poi lasciato Damasco per Beirut.
Mo, D'Alema: collaborare con Siria
'Nessuna questione area puo' essere risolta senza Damasco'
(ANSA) - DAMASCO, 5 GIU - Rilanciare la collaborazione con la Siria e' importante per affrontare le questioni del Medio Oriente e del Mediterraneo: cosi' D'Alema. Il ministro degli Esteri lo ha ribadito a Damasco nei colloqui con le autorita' siriane, a cominciare dal presidente Assad. Per il capo della Farnesina, 'nessuna questione dell'area puo' essere risolta senza l'apporto della Siria', per questo e' importante incoraggiare Damasco a dare 'un contributo attivo'.
MO: D'Alema va rilanciata la collaborazione con la Siria
Rilanciare un rapporto di collaborazione con la Siria è importante per poter affrontare le tante delicate questioni della regione mediorientale e del Mediterraneo. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a Damasco nel corso dei colloqui con le autorità siriane, a cominciare dal presidente Bashar Al Assad, con il quale ha avuto un incontro di due ore definito dal titolare della Farnesina "Molto importante e non formale". D’Alema ritiene che "nessuna questione dell'area può essere risolta senza l'apporto della Siria" e per questo e' importante instaurare un dialogo che possa incoraggiare Damasco ad avere "un contributo attivo" nella soluzione dei problemi della regione. D'Alema ha anche ricordato il "rilievo" delle relazioni fra i due paesi che sono partner "davvero speciali"' ed ha discusso con i suoi interlocutori di tutte le maggiori tematiche regionali dalla situazione in Libano a quella in Iraq, fino al conflitto israelo-palestinese.