INTERVISTA DEL MINISTRO D’ALEMA ALL’AGENZIA SIRIANA SANA

 

Ministro D’Alema, secondo Lei quali sono le prospettive del processo di pace, anche alla luce dell’iniziativa della Lega Araba ? E cosa pensa del possibile ruolo della Siria in tale processo ?

Credo che gli ultimi sviluppi siano promettenti, dopo la costituzione del Governo di Unità Nazionale, per quanto la sua piattaforma non sia interamente soddisfacente, e l’avvio di contatti diretti tra il Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas e il Premier israeliano Ehud Olmert, che continuano nonostante la situazione sul terreno si sia deteriorata.

Non possiamo, tuttavia, nasconderci che il momento è molto delicato. Entrambi i protagonisti del processo di pace si trovano ad affrontare considerevoli difficoltà sul piano interno. Nei Territori la tensione rimane molto alta, ed in particolare a Gaza le condizioni di vita sono drammatiche.

E’ necessario che, in questa fase, la comunità internazionale sia presente, incida con convinzione, promuova un cambio di passo. Non si può più continuare a gestire di volta in volta le emergenze senza che si lavori per una soluzione definitiva e duratura di quella che è la madre di tutte le crisi mediorientali. Bisogna uscire dalla semplice idea di un processo di pace e andare verso le linee generali di un vero e proprio accordo di pace.

In questo contesto, il rilancio da parte della Lega Araba dell’ iniziativa di Beirut del 2002 può essere un’occasione importante, una base di negoziato utile per definire i passaggi essenziali verso la fase finale della Roadmap indicata dal Quartetto, che dal canto suo sta intensificando il suo impegno.

Noi sosteniamo da tempo la necessità che sia sempre più ampia la schiera dei Paesi che sostengono il processo di pace, e riteniamo che il coinvolgimento dei Paesi arabi, tra cui la Siria, sia fondamentale per schiudere prospettive concrete di soluzione della crisi israelo-palestinese in chiave regionale.

Come valuta il ruolo della Siria in Medio Oriente ?

Io da tempo sono convinto che, se si vuole adottare una strategia davvero efficace per stabilizzare la regione mediorientale, non si possa isolare la Siria. Ritengo anzi che sia ora venuto il momento di parlare alla Siria, di coinvolgerla affinchè partecipi attivamente alla pacificazione del Medio Oriente. E’ con questo obiettivo che mi reco a Damasco. La Siria può giocare un ruolo decisivo per promuovere una soluzione alla crisi politica libanese, per favorire la stabilizzazione dell’ Iraq, e per propiziare sviluppi incoraggianti del processo di pace. Il dialogo diretto con la Siria può essere dunque efficace e produttivo, anche perché in Medio Oriente tutte le situazioni di crisi sono fra loro legate.

Io auspico che la Siria eserciti la sua influenza in maniera costruttiva e non faccia mancare la sua piena collaborazione su tutti i dossier regionali.

Vedo che, di recente, da Damasco sono giunti segnali positivi nei confronti dell’Iraq, come pure sulla disponibilità ad intavolare trattative con Israele, ed anche nel ricomporre i dissidi tra Fatah e Hamas. Tutto questo mi spinge a chiedere al Governo siriano di proseguire con convinzione e coraggio sulla strada intrapresa, affinchè possa reinserirsi a pieno titolo negli sforzi della Comunità Internazionale a favore della pace e possa nei fatti svolgere un ruolo positivo nelle diverse crisi dell’area.

Come sono i rapporti bilaterali tra Italia e Siria ?

Senz’altro buoni. Tuttavia possiamo ancora lavorare per creare i presupposti per relazioni ancora piu’ aperte e piu’ intense.

Credo che, sul piano politico, l’Italia sia un interlocutore apprezzato da Damasco. Le relazioni bilaterali sono sempre state ottime anche sul piano economico, della cooperazione allo sviluppo e della cooperazione culturale.

In procinto di arrivare a Damasco, quale messaggio vuole rivolgere alla Siria ed ai Paesi vicini ?

Un messaggio molto forte e molto chiaro: non sprechiamo l’occasione della pace. Altri miei colleghi europei sono già stati o stanno per arrivare a Damasco. Il Segretario di Stato Rice ha avuto un incontro con il Ministro Mo’allem a Sharm El Sheikh.

La Comunità Internazionale si sta adoperando per coinvolgere la Siria in un circolo virtuoso per la stabilizzazione del Medio Oriente e la soluzione delle sue crisi.

Sono fiducioso che la Siria saprà cogliere questa opportunità. Noi siamo pronti a fare tutta la nostra parte.

 





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