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la Siria continuerà i suoi sforzi Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito la sera di mercoledì 14 giugno per discutere il rapporto del giudice Serge Brammertz, presidente della Commissione di Inchiesta Internazionale.Durante la seduta, il dottor Faisal Al Meqdad, vice ministro degli Affari Esteri siriano, ha letto un comunicato sul rapporto nel quale ha detto: "Abbiamo preso atto del contenuto del rapporto procedurale del signor Brammertz, dell'obiettività e della professionalità che l'hanno contraddistinto e dei riferimenti positivi agli sforzi effettuati dalla Siria per la cooperazione con la commissione durante il periodo scorso, esaudendo tutte le richieste della commissione ed offrendole tutte le informazioni a tempo opportuno. Inoltre vorrei sottolineare che questa cooperazione del Governo della Repubblica Araba Siriana con la Commissione d'Inchiesta si è basata sulla sua premura di rivelare la verità dell'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri, e smascherare le parti che stanno dietro".Il vice ministro degli Esteri ha aggiunto che: " Il rapporto presentato al Consiglio di Sicurezza contiene una descrizione periodica e una spiegazione degli aspetti tecnici usati dalla commissione secondo i suoi vari profili di specializzazione, sia concernenti il teatro del crimine sia legati ai suoi strumenti. Auspichiamo che l'inchiesta nel suo nuovo aspetto, cominciato qualche mese fa, conduca allo svelamento della verità delle parti responsabili di questo delitto. In questo ambito vorremmo ripetere ciò che abbiamo detto nelle occasioni precedenti, ossia che la cosa più pericolosa che quest'inchiesta affronta è la strumentalizzazione dello svolgimento delle indagini da parte di alcune parti nella nostra regione e al di fuori di essa per saltare a conclusioni prestabilite prive di fondamenta e di prove solide; oltre al tentativo di alcune parti di presentare indizi falsificati per usarli per fini lontanissimi dallo scopo per la cui realizzazione è stata istituita questa commissione, tra i quali principalmente praticare pressioni sul mio Paese, malgrado il rapporto indichi che lo svelamento della verità sta ancora aspettando grandi sforzi da parte della commissione prima di giungere a dei risultati definitivi". Il dottor Meqdad ha aggiunto: "Permettetemi di riprendere sinteticamente il rapporto presentato al Consiglio fornendo qualche osservazione generale in merito senza scendere nei dettagli del contenuto, per evitare di usurpare gli ambiti dell'inchiesta che crediamo debba essere indipendente, imparziale, oggettiva e lontana da qualsiasi interferenza politica.Primo: il rapporto ha riportato che la collaborazione siriana con la commissione è stata soddisfacente, e qui precisiamo che la Siria ha collaborato in modo completo e continuo con la commissione internazionale indipendente dall'inizio dei suoi lavori fino ad ora; in questo ambito la commissione giudiziaria speciale costituita in Siria è disposta a continuare il coordinamento e la collaborazione con la commissione internazionale ed esaudire tutte le richieste d'aiuto da essa presentate. Facciamo presente che la precisione e la chiarezza delle richieste d'aiuto presentate alla commissione d'inchiesta siriana ha permesso di fornire alla commissione internazionale le informazioni richieste in tempi record. Secondo: nel contesto della collaborazione tra la Siria e la commissione d'inchiesta internazionale, il rapporto ha sottolineato che la Siria ha risposto alle sue domande, fornendo le informazioni e i documenti, e che la Siria offre l'aiuto alla commissione in tempo e che essa qualche volta ha fornito ampie informazioni, e confermiamo al Consiglio che la Siria continuerà i suoi sforzi in questo ambito. Terzo: La Siria appoggia ciò che ha affermato il rapporto sulla necessità di scandagliare gli indizi ed esaminarli con cura e precisione in coerenza con le norme delle inchieste penali internazionali, in particolar modo scandagliare le false testimonianze rilasciate davanti alla commissione per noti scopi politici.Quarto: la Siria prende atto che la commissione ha inviato richieste d'aiuto a 13 Paesi, oltre alla Siria e al Libano, e sottolineiamo a questo proposito ciò che è previsto nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza n° 1595 del 2005, che invita tutti i Paesi a collaborare con la commissione d'inchiesta internazionale per aiutare a rivelare la verità sull'omicidio del defunto Rafik Hariri.Quinto: notiamo con soddisfazione il continuo rispetto del principio della segretezza delle indagini con professionalità, che accogliamo, confermando la necessità di proseguire su questa strada.Sesto: la Siria è d'accordo con lo spirito di questo rapporto per quanto concerne il concedere tempo sufficiente per effettuare tutte le indagini doverose e necessarie in grado di fornire delle prove tangibili e solo in seguito procedere al passo successivo.Il vice ministro degli Affari Esteri ha concluso il suo intervento dicendo che la Siria è d'accordo con la necessità di fornire all'inchiesta internazionale tutte le possibilità e i tempi necessari per completare le sue procedure allo scopo digiungere a delle prove concrete lontane dalla politicizzazione e dalle ipotesi scorrette. A questo proposito ribadiamo che la Siria continuerà la collaborazione attiva per aiutare lacommissione internazionale tramite la commissione giudiziaria siriana, e ripetiamo nuovamente che la collaborazione della Siria si è basata sulla sua completa premura di svelare la verità considerando che essa risiede nel cuore dell'interesse della Siria"
Traduzione: Ambasciata della Repubblica Araba Siriana: roma |
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