Appello sulla crisi in Medio Oriente

Data: 21 07 2006

Campagna: Un ponte per Chatila

Appello sulla crisi in Medio Oriente da parte delle ONG ed associazioni con esperienza di solidarietà, cooperazione e lavoro umanitario in Medio Oriente Facciamo appello a tutte le parti che stanno combattendo nell’attuale conflitto armato in Medio Oriente affinché si conformino alle leggi internazionali che proteggono i civili. Facciamo appello ad Israele, ai miliziani palestinesi e libanesi affinché si astengano dal bombardare o lanciare razzi contro i civili. Ci appelliamo agli stati membri dell’Unione Europea affinché garantiscano che i civili non vengano coinvolti e chiediamo loro di proteggere non soltanto i propri cittadini ora intrappolati in Libano ma anche i civili locali prescindendo dalla loro nazionalità o religione. Pensiamo che in quanto unione di Stati europei che stanno chiedendo ai propri membri di rispettare i diritti umani, l’Unione Europea ha la responsabilità di lottare con tutti i mezzi non violenti per un cessate il fuoco e uno stato di pace in Medio Oriente. Ci appelliamo inoltre agli Stati membri dell’Unione Europea affinché vengano allocate risorse per riparare ai danni già causati - e non meno ai problemi ed i disturbi psicologici. In quanto esperti di salute mentale, ricercatori e attivisti umanitari delle ONGs conosciamo le conseguenze a lungo termine della guerra e delle sue atrocità sulla salute mentale dei civili e sullo sviluppo dei bambini. Tutti coloro che si trovano a vivere in condizioni di guerra e attacchi violenti soffrono la paura della morte prescindendo dalla loro età: stress post-traumatico, depressione, incubi e astinenza. I bambini e gli adolescenti sono i gruppi più vulnerabili e dovrebbero poter contare sui propri genitori come fonte di sicurezza fisica e psicologica: cosa che non è possibile nell’attuale situazione. Nel nostro lavoro possiamo notare che anche un’esposizione a breve termine alla minaccia della guerra, ai bombardamenti, alle uccisoni ha gravi effetti nella sfera psicologica, sociale ed economica della vita per anni interi. La guerra ha un impatto duraturo sulle persone che hanno già vissuto in circostanze difficili in quanto minaccia le loro vite e la loro salute fisica e mentale. Uno studio olandese ha scoperto che il 40% di quanti hanno traumi derivanti dalla seconda guerra mondiale in Olanda ad oggi continuano ad avere incubi. La ricerche dimostrano che i bambini palestinesi ed israeliani hanno già sofferto abbastanza psicologicamente a causa della “guerra a bassa intensità” in corso. Uno studio internazionale ha scoperto che il 54% dei bambini palestinesi hanno gravi sintomi di stress post- traumatico come conseguenza dei bombardamenti israeliani. Gli effetti del bang sonico notturno utilizzato da Israele contro l’intera popolazione di Gaza incide seriamente sullo sviluppo dei bambini. Anche la vita famigliare è gravemente disturbata nelle zone bombardate. In un altro studio recente si è dimostrato inoltre che anche i bambini israeliani hanno hanno gravi sintomi di stress post- traumatico: il sempre maggiore stress mentale dei bambini israeliani indica che un forte potere militare non può essere la soluzione. Le statistiche di UNRWA (United Nations Relief and Works Agency) dimostarno che la situazione dei palestinesi in Libano è molto difficile ormai da anni e ciò è dovuto a numerose restrizioni riguardanti il loro diritto al lavoro e alla proprietà e all’uso di servizi di base. Il numero di rifugiati registrati come casi di particolare privazione ammonta a più di 46000, ovvero il 12% dell’intera popolazione palestinese rifugiata in Libano. I bambini che già hanno sofferto privazioni politiche, sociali ed economiche sono in grave pericolo di rimanere traumatizzati dalla guerra. La distruzione di infrastrutture da parte di Israele, le punizioni collettive e l’assedio di popolazioni intere distruggono la vita normale e occorrono anni per ricostruire quanto distrutto così rapidamente. Anche gli effetti sulla personalità, sulla percezione del mondo e sulla salute dei civili sono gravi e a lungo termine. Le violente punizioni collettive e le continue minacce alla vita dei civili, senza possibilità alcuna di controllare la situazione, stanno causando un trauma collettivo, oltre ai traumi individuali. Tutto ciò non fa che rendere ancora più difficile trovare soluzioni pacifiche e sostenibili per il conflitto. Quanti scelgono la guerra al posto della negoziazione stanno dimenticando la loro responsabilità verso le generazioni future, sia verso le proprie sia verso di quelle cui la loro azione è rivolta.. Ci auguriamo che i membri dell’Unione europea si assumano questa responsabilità collettiva per le generazioni future, e che si servano della loro saggezza ed energia per fermare la violenta crisi in Medio Oriente. Le ONGs, gli esperti e i ricercatori nelle aree che stanno affrontando le conseguenze di conflitti hanno sviluppato metodi per curare i traumi e gli altri problemi derivanti dalle guerre e dai conflitti. Ma in seguito a questi scontri i budget delle ONGs umanitarie palestinesi e libanesi sono rovinati e necessitano aiuto dall’esterno- un altro importante ruolo per i membri dell’UE. Le sottostanti ONGs rappresentano molti tipi di sapere e abilità teoriche e professionali utili in situazioni di conflitto e per le loro conseguenze. Offriamo perciò il nostro contributo agli sforzi per alleviare l’impatto dannoso del conflitto e delle sue conseguenze.

17 luglio 2006 Finnish Psychologists for Social Responsibility, Finland Un Ponte per..., Italy Fondazione Italiana Charlemagne a finalità umanitarie – Onlus, Italy Flüchtlingskinder in Lebanon, Germany Association for the Support of Needy Palestinian Children PaLCH, Switzerland Finnish Social Workers’ Peace Committee, Finland The Finnish-Arab Friendship Society, Finland World Comics Finland, Finland The Forest Mulle Leaders, Finland Malaysian Social Research Institute, MSRI/Sponsorship of Palestinian Children, MalaysiaItalian Dental Cooperation, ItalyComitato di Solidarieta con il Popolo Palestinese, ItalyARCS/ARCI Cultura e Sviluppo, ItalyNOVA, center for social innovation, SpainPalestinian Medical Relief Society, PalestineThe Finnish-Palestinian Community Association. FinlandThe Norwegian Aid Committee/NORWAC, NorwayVolontariato per lo sviluppo - VIS, ItalyAction Développement Parrainages Mondiaux, Belgium

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